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Negli ultimi anni la psichiatria ha a disposizione strumenti nuovi, che affiancano farmaci e psicoterapia: le terapie di neuromodulazione. Si tratta di tecniche che agiscono direttamente sull’attività del cervello, in modo non invasivo. Vediamo di cosa si tratta e per quali disturbi sono utili.

Cos’è la neuromodulazione

Con il termine neuromodulazione si indicano le tecniche capaci di modulare l’attività di specifiche aree cerebrali, aumentandola o riducendola, senza ricorrere alla chirurgia. L’obiettivo è riportare verso l’equilibrio circuiti cerebrali che, in alcuni disturbi, funzionano in modo alterato.

La TMS, la tecnica più diffusa

La tecnica di neuromodulazione più conosciuta è la Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS): attraverso campi magnetici stimola in modo mirato le aree coinvolte nella regolazione dell’umore. È una procedura non invasiva, ambulatoriale, che non richiede anestesia né ricovero.

Per quali disturbi è utile

Le terapie di neuromodulazione sono studiate e impiegate soprattutto per la depressione resistente ai farmaci e per il disturbo ossessivo-compulsivo. L’indicazione viene sempre valutata dallo specialista, all’interno di un percorso personalizzato.

I vantaggi

Tra gli aspetti apprezzati ci sono la natura non invasiva, la buona tollerabilità e la possibilità di integrare queste tecniche con le terapie tradizionali. Non sostituiscono farmaci e psicoterapia, ma ampliano le possibilità di cura, soprattutto nei casi più difficili.

Come richiedere informazioni

Presso Villa Baruzziana le terapie di neuromodulazione (TMS) sono eseguite da un team specializzato. Per conoscere il percorso e verificare l’indicazione è possibile richiedere una valutazione, anche in regime privato.

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Fonti scientifiche

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere di un medico.