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L’elettroencefalogramma (EEG) è l’esame di riferimento per lo studio dell’epilessia. Registrando l’attività elettrica del cervello tramite elettrodi sul cuoio capelluto, consente al neurologo di individuare le anomalie associate alle crisi epilettiche, anche quando il paziente non sta avendo una crisi in quel momento.

Cosa cerca il neurologo nel tracciato

Lo specialista valuta la presenza di scariche epilettiformi (punte, punte-onda, complessi anomali) e la loro localizzazione. Queste alterazioni possono comparire tra una crisi e l’altra (attività intercritica) e forniscono informazioni sul tipo di epilessia e sull’area cerebrale coinvolta.

Quando l’EEG è particolarmente utile

  • conferma diagnostica dopo una prima crisi;
  • classificazione del tipo di epilessia (focale o generalizzata);
  • monitoraggio nel tempo e valutazione della risposta alla terapia;
  • studio di svenimenti o alterazioni della coscienza da chiarire.

In alcuni casi il medico può richiedere un EEG dopo privazione di sonno o un tracciato prolungato, per aumentare la probabilità di registrare le anomalie.

Cosa l’EEG non può fare

Un EEG normale non esclude con certezza l’epilessia, così come alcune anomalie possono comparire anche senza crisi: il risultato va sempre interpretato dal neurologo insieme alla storia clinica.

L’elettroencefalogramma a Villa Baruzziana

Presso l’Ambulatorio di Neurologia di Villa Baruzziana, ospedale privato accreditato a Bologna, l’EEG è eseguito e refertato da neurologi specialisti, in convenzione con il SSN e in regime privato. Vedi la pagina dedicata all’elettroencefalogramma (EEG) o prenota l’esame.

Fonti scientifiche