La malattia di Parkinson non riguarda solo il movimento: con il tempo può influenzare anche la voce, la parola e la deglutizione. Sono aspetti spesso trascurati, ma che incidono molto sulla vita quotidiana e sulle relazioni. La logopedia offre strumenti concreti per affrontarli.
Come il Parkinson cambia la comunicazione
Molte persone con Parkinson notano che la voce diventa più debole, monotona e a volte poco chiara; la parola può farsi più rapida e “impastata”, rendendo difficile farsi capire. Questo insieme di alterazioni prende il nome di disartria ipocinetica ed è molto frequente.
Non solo voce: anche la deglutizione
Con l’evoluzione della malattia può comparire la disfagia, cioè la difficoltà a deglutire, con il rischio che cibo o liquidi vadano “di traverso”. Riconoscerla per tempo è importante per prevenire complicanze come malnutrizione e infezioni respiratorie.
Il ruolo della logopedia
La logopedia neurologica aiuta la persona con Parkinson a:
- aumentare l’intensità e la chiarezza della voce;
- migliorare la prosodia e l’espressività;
- rendere la parola più intelligibile;
- gestire in sicurezza la deglutizione.
Gli esercizi sono mirati e vanno praticati con costanza: un allenamento regolare aiuta a mantenere più a lungo le capacità comunicative.
Quando iniziare il percorso
Prima si interviene, meglio è. Non serve aspettare che i sintomi diventino marcati: una valutazione logopedica precoce permette di impostare un percorso preventivo e di monitorare i cambiamenti nel tempo, spesso in sinergia con la riabilitazione del Parkinson e la fisioterapia.
Un approccio multidisciplinare
Al servizio di logopedia del Centro Paolo Baldini di Villa Baruzziana, a Bologna, la logopedia si integra con neurologia e fisioterapia in un percorso costruito attorno alla persona e al suo caregiver.
Fonti scientifiche
- NICE — Parkinson’s disease in adults (NG71).
- World Health Organization — Parkinson disease.