La stimolazione cognitiva è un allenamento mirato delle funzioni mentali, pensato per mantenerle attive e sostenere l’autonomia della persona. Non è un semplice “passatempo con gli esercizi”: è un intervento personalizzato, costruito sul profilo cognitivo di ciascuno.
Che cos’è la stimolazione cognitiva
Consiste in una serie di attività ed esercizi che coinvolgono memoria, attenzione, linguaggio, ragionamento e orientamento. Gli esercizi vengono scelti e dosati dal neuropsicologo in base ai risultati della valutazione neuropsicologica.
A chi si rivolge
- persone con un declino cognitivo lieve;
- fasi iniziali di demenza;
- esiti di ictus o traumi cerebrali;
- persone con malattia di Parkinson e disturbi cognitivi associati.
Come funziona
Il percorso è personalizzato e può svolgersi in sedute individuali. La costanza è importante: un allenamento regolare aiuta a ottenere e mantenere i risultati nel tempo. Gli esercizi vengono progressivamente adattati man mano che la persona migliora.
Quali benefici
La stimolazione cognitiva aiuta a mantenere l’autonomia nelle attività quotidiane, a rallentare gli effetti del declino, a sostenere il tono dell’umore e la motivazione, favorendo anche la relazione con gli altri.
Al Centro Paolo Baldini di Villa Baruzziana, a Bologna, la stimolazione cognitiva si integra con il percorso neurologico e riabilitativo.
Fonti scientifiche
- NICE — Dementia: assessment, management and support (NG97).
- World Health Organization — Dementia.
Gli interventi di stimolazione cognitiva vengono impostati a partire dalla valutazione del neurologo e dai test neuropsicologici, per costruire un percorso su misura della persona.