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Il Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) è il provvedimento con cui una persona viene sottoposta a cure psichiatriche senza il proprio consenso. È disciplinato dagli articoli 33, 34 e 35 della Legge 833/1978, dura al massimo sette giorni ed è disposto con ordinanza del Sindaco, su proposta di un medico e convalida di un secondo medico della struttura pubblica, con successiva convalida del Giudice Tutelare.

In sintesi

  • Che cos’è: cure psichiatriche senza consenso, previste dalla Legge 833/1978.
  • Chi lo dispone: il Sindaco, con ordinanza.
  • Su proposta di chi: un medico, con convalida di un secondo medico della struttura pubblica.
  • Chi lo controlla: il Giudice Tutelare, entro 48 ore dalla notifica.
  • Quanto dura: sette giorni, prorogabili solo con una nuova valutazione formale.
  • Base costituzionale: art. 32 della Costituzione, che ammette trattamenti obbligatori solo se previsti dalla legge.

Il ricovero psichiatrico volontario

Nella grande maggioranza dei casi il ricovero psichiatrico è volontario: la persona, insieme allo specialista, sceglie il percorso di cura più adatto e può interromperlo. Il TSO è l’eccezione, non la regola. Presso l’ospedale è possibile accedere alla degenza psichiatrica in regime privato o in convenzione.

Che cos’è il TSO e quando si applica

Il Trattamento Sanitario Obbligatorio si applica solo quando ricorrono tutte e tre queste condizioni insieme:

  1. esistono alterazioni psichiche tali da richiedere urgenti interventi terapeutici;
  2. questi interventi non vengono accettati dalla persona;
  3. non è possibile adottare tempestive misure alternative fuori dall’ospedale.

Se anche una sola delle tre manca, il TSO non può essere disposto. Il principio cardine resta il rispetto della dignità e dei diritti della persona: l’articolo 32 della Costituzione stabilisce che nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario se non per disposizione di legge.

Come si attiva: la procedura passo per passo

  1. Proposta motivata di un medico, che ha visitato la persona.
  2. Convalida da parte di un secondo medico della struttura pubblica.
  3. Ordinanza del Sindaco, da emanarsi entro 48 ore dalla convalida.
  4. Notifica al Giudice Tutelare entro 48 ore dal ricovero.
  5. Convalida del Giudice Tutelare entro le successive 48 ore. Se non convalida, il provvedimento decade e cessa ogni effetto.

Quanto dura un TSO

Il TSO in condizioni di degenza ospedaliera ha una durata di sette giorni. Se al settimo giorno le condizioni persistono, il medico responsabile del servizio psichiatrico deve formulare una nuova proposta motivata al Sindaco, che la comunica al Giudice Tutelare indicando la durata presumibile. Non esiste quindi un limite complessivo fissato dalla legge, ma ogni prolungamento richiede di ripercorrere l’intera procedura. Quando le condizioni vengono meno, il medico lo comunica al Sindaco, che entro 48 ore ne dà notizia al Giudice Tutelare e revoca il provvedimento.

Le garanzie per la persona

Chi è sottoposto a TSO conserva il diritto di comunicare con chi ritiene opportuno. La persona interessata, e chiunque vi abbia interesse, può proporre ricorso al tribunale contro il provvedimento e rivolgere al Sindaco richiesta di revoca.

Novità 2025. Con la sentenza n. 76 del 2025 la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo l’articolo 35 della Legge 833/1978 nella parte in cui non prevedeva alcune garanzie. Da allora il provvedimento del Sindaco deve essere comunicato alla persona interessata o al suo legale rappresentante prima della notifica; il Giudice Tutelare deve sentire la persona prima di convalidare; il decreto di convalida deve esserle notificato. Le stesse garanzie valgono per la proroga oltre il settimo giorno.

TSO e ASO: che differenza c’è

L’ASO, Accertamento Sanitario Obbligatorio, serve solo a sottoporre la persona a una visita di valutazione: non comporta ricovero, si basa su una sola certificazione medica e non richiede la convalida del Giudice Tutelare. Il TSO comporta invece un trattamento vero e proprio, richiede due certificazioni mediche e, in caso di degenza ospedaliera, la convalida del Giudice Tutelare.

Il ruolo della struttura

L’obiettivo di ogni ricovero, volontario od obbligatorio, è la cura e il ritorno, quando possibile, a un percorso condiviso e volontario. A Villa Baruzziana l’équipe psichiatrica accompagna la persona e la famiglia in tutte le fasi. Per informazioni è possibile consultare la pagina Contatti o telefonare allo 051 338411.

In caso di emergenza chiamare il 118 o rivolgersi al Pronto Soccorso. Villa Baruzziana non è una struttura di emergenza-urgenza.

Fonti

  • Legge 23 dicembre 1978, n. 833, articoli 33, 34 e 35.
  • Corte Costituzionale, sentenza n. 76 del 2025.
  • Ministero della Salute — Salute mentale.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere di un medico. Per i dettagli normativi fare riferimento alla legge vigente.