Nelle malattie neurologiche il sonno viene spesso considerato un problema secondario. In realta’ e’ uno dei sintomi piu’ frequenti e piu’ precoci, e talvolta compare anni prima dei disturbi del movimento.
Perche’ il sonno si altera
Le strutture cerebrali che regolano il ciclo sonno-veglia (tronco encefalico, ipotalamo, sistemi della dopamina e della noradrenalina) sono le stesse coinvolte in diverse patologie neurodegenerative. Quando vengono interessate dalla malattia, l’architettura del sonno cambia: il sonno si frammenta, le fasi profonde si riducono, la regolazione del passaggio tra veglia e sonno diventa instabile.
A questo si aggiungono cause indirette: rigidita’ e difficolta’ a girarsi nel letto, dolore, necessita’ di urinare durante la notte, ansia, e in alcuni casi l’effetto delle terapie in corso.
I quadri piu’ frequenti
Insonnia di mantenimento
E’ la forma piu’ comune: l’addormentamento avviene, ma il sonno si interrompe piu’ volte e il risveglio finale e’ anticipato. Diversa dall’insonnia primaria, richiede di intervenire anche sulle cause motorie e sul dolore, non solo sull’igiene del sonno.
Disturbo comportamentale del sonno REM (RBD)
Durante la fase REM il corpo e’ normalmente immobile. Nell’RBD questa immobilita’ viene meno e la persona agisce i propri sogni: parla, urla, tira calci o pugni, a volte cade dal letto. Spesso e’ il partner ad accorgersene per primo. E’ un quadro clinicamente rilevante per due ragioni: comporta un rischio concreto di lesioni per chi dorme e per chi sta accanto, e la letteratura lo descrive come possibile manifestazione precoce di alcune patologie neurodegenerative. Questo non significa che chi ha un RBD sviluppera’ certamente una di queste malattie: significa che il quadro merita un inquadramento neurologico e un monitoraggio nel tempo.
Sonnolenza diurna eccessiva
Addormentarsi davanti alla televisione, durante una conversazione o, nei casi piu’ seri, alla guida. Le cause vanno distinte con attenzione: sonno notturno frammentato, apnee ostruttive del sonno, effetto dei farmaci o un disturbo primario della vigilanza. Sono situazioni che si trattano in modo diverso, ed e’ per questo che l’inquadramento strumentale conta.
Sindrome delle gambe senza riposo
Bisogno impellente di muovere le gambe, che peggiora la sera e a riposo e migliora con il movimento. Frequente nelle patologie neurologiche e spesso non riferita spontaneamente al medico.
Come si arriva alla diagnosi
Il percorso parte da una valutazione neurologica e da un’anamnesi accurata del sonno, che idealmente coinvolge anche il partner di letto. Quando il quadro lo richiede si ricorre alla polisonnografia, l’esame che registra durante la notte attivita’ cerebrale, respiro, ossigenazione, movimenti e attivita’ muscolare. E’ l’unico esame che consente di documentare l’assenza di atonia muscolare in fase REM e quindi di confermare un sospetto di RBD.
Un accorgimento immediato in caso di RBD: mettere in sicurezza l’ambiente notturno (rimuovere oggetti contundenti dal comodino, proteggere spigoli e finestre, valutare materassi bassi) riduce il rischio di lesioni gia’ prima di qualunque terapia.
Che cosa si puo’ fare
L’approccio e’ quasi sempre combinato: correzione delle cause reversibili, regolarizzazione dei ritmi, revisione della terapia in corso da parte del neurologo, trattamento specifico delle apnee quando presenti, e interventi riabilitativi sulla motricita’ notturna. Nella malattia di Parkinson il lavoro sul sonno si integra con il percorso di riabilitazione intensiva: la riabilitazione non guarisce la malattia, ma agisce su mobilita’, autonomia e qualita’ della vita, sonno incluso.
Dove approfondire a Bologna
Le valutazioni neurologiche e del sonno sono svolte presso il Centro Riabilitativo Paolo Baldini, in Via dell’Osservanza 21, 40136 Bologna. Per informazioni e appuntamenti: 051 338485.
Questo contenuto ha finalita’ informative e non sostituisce il parere di un medico. Non modificare autonomamente le terapie in corso: ogni variazione va concordata con lo specialista.