Villa Baruzziana 051.338411 (Lun-Ven 9-18) · Centro Paolo Baldini 051.338485 (Lun-Ven 8-18) direzione@villabaruzziana.it

Formicolio notturno alle dita, mano che “si addormenta”, oggetti che sfuggono di mano: sono i segnali con cui più spesso si presenta la sindrome del tunnel carpale. Capire quando basta l’osservazione clinica e quando serve l’elettromiografia evita sia esami inutili sia diagnosi tardive.

Che cos’è il tunnel carpale

Il tunnel carpale è un canale stretto al polso, delimitato dalle ossa carpali e da un legamento trasverso, attraversato dal nervo mediano e dai tendini flessori. Quando lo spazio si riduce o i tessuti si infiammano, il nervo mediano viene compresso e la conduzione nervosa rallenta. È la neuropatia da intrappolamento più frequente.

I sintomi tipici

  • Formicolio e intorpidimento di pollice, indice, medio e metà dell’anulare
  • Peggioramento notturno, con risvegli e necessità di scuotere la mano
  • Dolore che può risalire verso l’avambraccio
  • Nelle fasi avanzate, riduzione di forza nella presa e ipotrofia dell’eminenza tenar

Il coinvolgimento del mignolo, la distribuzione a tutta la mano o i sintomi bilaterali improvvisi orientano invece verso altre cause: in questi casi l’inquadramento neurologico serve prima dell’esame.

Quando serve l’elettromiografia

L’EMG con studio delle velocità di conduzione è l’esame che documenta in modo oggettivo la sofferenza del nervo mediano al polso. Viene richiesta tipicamente per:

  • confermare il sospetto clinico quando i sintomi persistono nonostante le misure conservative;
  • graduare la compressione, informazione che orienta la scelta tra trattamento conservativo e chirurgico;
  • distinguere il tunnel carpale da una radicolopatia cervicale o da una neuropatia periferica più diffusa;
  • documentare la situazione prima di un intervento e nel follow-up.

Come si svolge l’esame

L’esame si compone di due parti: lo studio delle conduzioni nervose, con brevi stimoli elettrici di superficie, e l’eventuale esame ad ago di alcuni muscoli. Dura in genere 20-40 minuti. Non richiede digiuno; è utile presentarsi senza creme sulle mani e segnalare al medico terapie anticoagulanti o pacemaker. La sensazione riferita è di fastidio più che di dolore vero.

Da ricordare. L’elettromiografia è un esame di supporto, non una diagnosi in sé: il risultato va sempre letto insieme alla storia clinica e all’esame obiettivo. Un tracciato nella norma non esclude automaticamente una forma iniziale, così come un’alterazione lieve non impone di per sé l’intervento chirurgico.

Attenzione. Un deficit di forza comparso improvvisamente, associato a difficoltà di parola o asimmetria del volto, non è un problema del polso: chiamare il 112.

Dove fare l’EMG a Bologna

L’elettromiografia si esegue presso il Centro Riabilitativo Paolo Baldini, Via dell’Osservanza 21, 40136 Bologna, dove sono attivi anche gli ambulatori di neurologia e l’elettroencefalogramma. Informazioni e prenotazioni: 051 338485.