MMSE, MoCA, test di fluenza verbale: chi accompagna un familiare a una valutazione neuropsicologica si trova spesso davanti a sigle e punteggi difficili da interpretare. Vale la pena capire che cosa misurano davvero questi strumenti e, soprattutto, che cosa non possono dire da soli.
A che cosa serve la valutazione neuropsicologica
È un esame che misura in modo standardizzato le funzioni cognitive: memoria, attenzione, linguaggio, funzioni esecutive, abilità visuospaziali. Il punteggio del singolo test non è il risultato: il risultato è il profilo, cioè il rapporto tra funzioni conservate e funzioni deficitarie, confrontato con i valori normativi per età e scolarità.
I test di screening: MMSE e MoCA
Il MMSE (Mini-Mental State Examination) è il più noto strumento di screening globale: orientamento, memoria immediata e differita, attenzione, calcolo, linguaggio e prassia costruttiva, in circa dieci minuti. È sensibile ai deterioramenti già strutturati, meno alle forme iniziali.
Il MoCA (Montreal Cognitive Assessment) esplora in modo più approfondito le funzioni esecutive e l’attenzione, ed è per questo più sensibile al decadimento cognitivo lieve e ai profili tipici delle patologie sottocortico-frontali, come quelli che si osservano in alcune persone con malattia di Parkinson.
Entrambi vanno corretti per età e anni di scolarità: un punteggio grezzo letto senza correzione è privo di significato clinico.
Perché lo screening non basta
MMSE e MoCA sono strumenti brevi, costruiti per segnalare, non per diagnosticare. Un punteggio sotto soglia indica che serve un approfondimento; un punteggio nella norma non esclude un disturbo cognitivo iniziale, specie in persone con alta scolarità e buone strategie di compenso. L’approfondimento impiega batterie più estese, somministrate dal neuropsicologo, e dura tipicamente una o due ore.
Che cosa influenza il risultato
- Tono dell’umore: una depressione può deprimere le prestazioni di memoria e attenzione
- Qualità del sonno e presenza di apnee notturne non trattate
- Terapie in corso, in particolare sedativi e anticolinergici
- Deficit sensoriali non corretti: udito e vista vanno verificati prima del test
- Ansia da prestazione e affaticamento
Da ricordare. Nessun test neuropsicologico, da solo, formula una diagnosi. Il profilo cognitivo è un elemento che il clinico integra con visita neurologica, esami strumentali e storia del paziente. Diffidare di interpretazioni basate su un unico punteggio, incluse quelle dei test disponibili online.
Come prepararsi
Portare occhiali e apparecchi acustici, l’elenco aggiornato dei farmaci ed eventuali esami precedenti. È utile che un familiare sia presente per la raccolta anamnestica, ma la somministrazione avviene con il solo paziente. Riposare la notte precedente incide sul risultato più di quanto si creda.
Dove si esegue a Bologna
La valutazione neuropsicologica e i percorsi di stimolazione cognitiva si svolgono presso il Centro Riabilitativo Paolo Baldini, Via dell’Osservanza 21, 40136 Bologna. Informazioni e prenotazioni: 051 338485.