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Elettroencefalogramma ed elettromiografia hanno nomi simili e vengono spesso confusi, ma indagano parti diverse del sistema nervoso e rispondono a domande cliniche diverse. Capire quale serve non spetta al paziente, ma sapere che cosa misurano aiuta ad arrivare alla visita con le idee più chiare e a evitare esami inutili.

Che cosa misura l’elettroencefalogramma (EEG)

L’EEG registra l’attività elettrica della corteccia cerebrale attraverso elettrodi applicati sul cuoio capelluto. È un esame non invasivo e indolore: non vengono somministrate scariche, si registra soltanto quello che il cervello produce spontaneamente.

Viene richiesto tipicamente quando il quadro clinico riguarda il cervello nel suo insieme: episodi di perdita di coscienza, sospetto di crisi epilettiche, alterazioni dello stato di vigilanza, alcuni disturbi del sonno, confusione o stati alterati non spiegati.

Un punto che va detto con chiarezza: un elettroencefalogramma normale non esclude l’epilessia. L’attività anomala può non manifestarsi durante i minuti della registrazione. La diagnosi si costruisce sulla storia clinica, non su un singolo tracciato.

Che cosa misura l’elettromiografia (EMG)

L’EMG studia il sistema nervoso periferico: i nervi che escono dal midollo e i muscoli che essi controllano. Si compone di due fasi, l’elettroneurografia, che misura la velocità con cui l’impulso percorre il nervo, e l’esame ad ago, che registra l’attività elettrica del muscolo.

È l’esame indicato quando i sintomi sono localizzati agli arti: formicolii persistenti, intorpidimento, dolore lungo il decorso di un nervo, debolezza di una mano o di un piede, sospetta sindrome del tunnel carpale, sospetta compressione radicolare.

Come orientarsi tra i due

  • Sintomo che riguarda la coscienza o l’intero cervello (svenimenti, crisi, stati confusionali): l’orientamento è verso l’EEG.
  • Sintomo localizzato a mani, braccia, gambe o piedi (formicolio, debolezza, dolore neuropatico): l’orientamento è verso l’EMG.
  • Quadri misti o poco chiari: la scelta la fa il neurologo dopo la visita, e in alcuni casi possono servire entrambi o nessuno dei due.

Nessuno dei due esami sostituisce la visita neurologica: sono strumenti che confermano, quantificano o escludono un’ipotesi già formulata dal medico. Prenotare un esame strumentale prima di essere stati visitati porta spesso a ripetere il percorso da capo.

Chi prescrive e come si accede

Entrambi gli esami richiedono una prescrizione medica. Possono essere eseguiti in regime privato o, con impegnativa, tramite il Servizio Sanitario Nazionale. I dettagli operativi, la preparazione e i tempi di refertazione sono descritti nelle pagine dedicate all’elettroencefalogramma e all’elettromiografia.

Dove si eseguono

Entrambi gli esami si svolgono presso il Centro Riabilitativo Paolo Baldini, in Via dell’Osservanza 21, 40136 Bologna, il padiglione che ospita gli ambulatori di neurologia e la diagnostica strumentale. Per informazioni e prenotazioni il numero è 051 338485.

Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce la visita medica. La scelta dell’esame e l’interpretazione del referto spettano allo specialista.