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Medicina del Sonno - Villa Baruzziana Bologna

LA MEDICINA DEL SONNO

La medicina del sonno è una disciplina moderna e altamente multidisciplinare che unisce differenti specialisti, quali neurologi, pneumologi, cardiologi, psichiatri, odontoiatri, otorinolaringoiatri ed altri, attorno all’obiettivo comune di migliorare la salute della persona curando i disturbi che si verificano durante il sonno, condizione in cui spendiamo circa un terzo della nostra esistenza.

Tra le problematiche di più frequente riscontro nell’ambito della medicina del sonno si annoverano i disturbi respiratori in sonno, una tematica che fino agli anni 70 del secolo scorso aveva ricevuto scarsa o nessuna attenzione.

In sonno la regolazione del respiro si modifica e, grazie al fisiologico ridursi del tono muscolare, può emergere una tendenza al collasso delle prime vie aeree.

Il Russamento

Il russamento è un rumore inspiratorio che può originare da varie sedi anatomiche, mentre le apnee ostruttive sono attribuibili al collasso inspiratorio del palato molle sulla base della lingua, spesso favorito dalla posizione supina e dall’obesità, e determinano una completa ostruzione al passaggio dell’aria con conseguente decremento della ossigenazione sanguigna.

Esistono anche eventi respiratori di severità intermedia (ipopnee, limitazioni di flusso, etc…) o qualitativamente differenti (alterazioni “centrali” del respiro). Il russamento per lo più disturba le persone che ci dormono accanto, invece il ripetersi frequente di apnee ostruttive configura una malattia, la sindrome delle apnee ostruttive in sonno, che si ripercuote sull’intero sistema cardiovascolare.

L’attività Clinica legata alla Medicina del Sonno è mirata a tutti i pazienti con patologie del sonno e a tutti quei pazienti le condizioni cliniche dei quali necessitano di essere indagate anche in sonno:

  • disturbi intimamente connessi al sonno quali i disturbi del ritmo circadiano, le insonnie, le ipersonnie, la sindrome delle gambe senza riposo, i disordini del movimento sonno-correlati, l’epilessia, le parasonnie;
  • disturbi respiratori nel sonno quali russamento, sindrome da aumentata resistenza delle vie aeree superiori in sonno, sindrome delle apnee ostruttive nel sonno, sindrome delle apnee centrali nel sonno, ipoventilazione alveolare notturna;
  • disturbi comportamentali di tipo motorio sia in veglia, sia in sonno Non-REM e REM, disturbo comportamentale del sonno REM (RBD), disturbi respiratori e disturbi cardiovascolari che si possono riscontrare in corso di malattie degenerative del sistema nervoso centrale, demenze e sindromi Parkinsoniane in particolare;
  • malattie del sistema cardio-circolatorio e malattie metaboliche;
  • malattie polmonari quali broncopneumopatia cronica ostruttiva, asma, malattie polmonari interstiziali che possono avere un peggioramento della loro condizione durante il sonno;
  • tutte le patologie neuro-muscolari ed osteo-scheletriche, quali le malattie muscolari infiammatorie (miositi), le malattie muscolari degenerative (distrofie muscolari), le malattie muscolari congenite, le malattie muscolari metaboliche, la sclerosi laterale amiotrofica, la sindrome post-polio, le neuropatie periferiche, la miastenia gravis e le sindromi miasteniche che possono avere un peggioramento della loro condizione durante il sonno.
  • Donne di mezza età 2%
  • Uomini di mezza età 4%
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Dati epidemiologici hanno dimostrato che la sindrome della apnee ostruttive in sonno, definita dalla compresenza di un significativo disturbo respiratorio in sonno unitamente ad un corteo sintomatologico diurno e notturno, è presente in circa il 2% delle donne e 4% degli uomini di mezza età, da cui ne deriva l’importante impatto sociale del problema. Infatti, importanti studi prospettici hanno associato la sindrome delle apnee ostruttive al successivo occorrere di ipertensione, infarti miocardici e cerebrali, eventi che è possibile prevenire tramite appropriate terapie e con un corretto stile di vita.

Dapprima è fondamentale investigare il sintomo (russamento) riferito dal paziente o dal compagno di letto unitamente ad altri correlati notturni e diurni. Dopo una accurata valutazione clinica è opportuno effettuare differenti accertamenti inerenti la funzionalità polmonare ed infine quantificare tramite un monitoraggio cardiorespiratorio notturno l’entità del disturbo respiratorio.

In funzione dei risultati, sono possibili diversi scenari terapeutici (dimagrimento, terapia posizionale, apparecchi di avanzamento mandibolare, interventi otorinolaringoiatrici o maxillo-facciali) o infine nei casi più gravi dormire con un supporto ventilatorio notturno (ventilazione a pressione positiva continua, CPAP).

Ognuno di questi approcci rimanda ovviamente alla multidisciplinarietà della medicina del sonno e richiede una successiva valutazione da parte dello specialista di settore (pneumologo, otorinolaringoiatra, odontoiatra, etc) per verificarne la percorribilità e le prospettive di successo nello specifico paziente in esame.

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